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| Testi - riflessioni di... | |||||||
| con immagini |
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Una
ricerca che scava nel profondo dell´esistenza
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| Markus Damini, affascinato dalla magia dell´universo, affronta con la pittura il tema dell´infinito; il cielo diviene allora un´entita`fatta di simboli e rimandi a quel mondo nascosto da dove l´uomo continuamente attinge per cercare risposte, per ritrovare se stesso. Egli crea spazi inondati d´azzurro all´interno dei quali forme delineate nei loro andamenti strutturali fluttuano lanciando messaggi fatti di suoni, giochi visivi, spaesamenti percettivi. "La sofferenza umana – scrive l´artista – sta nella grande discrepanza tra essere e apparire. L´immagine di un ideale o di un desiderio urtano spesso con violenza con lo stato effettivo delle cose e delle circostanze". Ecco allora che il quadro rappresenta "un´azione reciproca tra l´essere e l´apparire o la realtà e il desiderio". E Markus Damini nei suoi Lavori riesce comunque a fare ordine nell´inquietudine dei pensieri cercando di soddisfare attraverso il racconto delle forme, quel bisogno di equilibrio, che instancabilmente l´uomo insegue. Le dinamiche dei suoi cieli sembrano ubbidire ad un ordine superiore, indagato con la forza della ragione di chi si lascia avvolgere dall´abbraccio dell´imprevedibile onda del tempo. | |||||||
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| La
poesia della
chimica di Giancarlo Mariani
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Ci troviamo di fronte a un artista che ci presenta noi stessi - nelle nostre piu`remote origini - non nel senso primordiale della nascita dell`umanità - non ci fa vedere infatti Deucalione e Pirra che trasformano le pietre in uomini e in donne: la sua ricerca si spinge a molto prima - forse all`istante successivo al big bang. All`origine degli elementi ci fa ascoltare la sinfonia dell` idrogeno – e del deuterio – alla quale ben presto s`associano l`ossigeno e l`azoto ed infine il carbonio. Non si tratta della chimica insidiosa di radiazioni perverse nè di quella ch`è nata dai peggiori istinti dell`uomo – diossina o furano o plutonio – ma della chimica organica buona ed armoniosa che sa generare la vita. La vita semplice: e vediamo quindi celenterati e pesci ed anfibi ed insetti – fluttuanti fra strutture subatomiche – nè mancan – di tanto in tanto – gli spermatozoi da cui discendiamo, e il tutto prende vita sopra un supporto vivente: la pelle – il cuoio, la corrazza che appunto difende e protegge la nostra natura – perchè non abbiamo a perdere tutto cio`che ci compone: idrogeno e ossigeno e azoto e carbonio – i nostri quattro elementi – i nostri quattro punti cardinali.
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| Microcosmo e macrocosmo di Alberto Perini |
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I quadri riflettono i suoi temi preferiti: il sensibile equilibrio di infiniti mondi paralleli, interattivi tra lor, che compongono l´universo. L´ uomo con i suoi doni fantastici – la fantasia e la ragione, può prendere coscienza di questa multidimensionalità della natura di cui egli stesso è parte integrante. Perchè il cuoio? Il cuoio non è una superficie neutra, in qualche modo passiva: le sue venature e le sue pieghe sono la memoria di una vicenda pulsante di cellule e di umori, incidere con il punzone nel cuoio è come andare alla ricerca di una vita segreta. Damini non si limita a proporci il calice di un fiore nella sua forma esteriore, ma ci invita a prendere contatto con la dimensione del mondo cellulare che pulsa nella struttura interna. Facile in questo tipo di ricerca passare dal microcosmo al macrocosmo, dal tema dell´acqua come "culla della vita" sulla terra a quello universale della nascita della materia nell´immensità degli spazi intergalattici
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| Intelligenza
molecolare di Laura Caprio |
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| Damini dipinge il cuoio e si ispira all´acqua nella scelta dei colori e temi per i suoi lavori, in cui accosta tinte forti e forme geometriche. Il risultato è una rappresentazione di quella che Damini chiama "intelligenza molecolare", di quella perfezione, cioè, che governa gli atomi e li dispone in armonici e "infiniti mondi paralleli", vero soggetto delle sue opere. | |||||||
| Mondi paralleli di Fiorenzo Degasperi |
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Ogni
segno, se costruito attraverso una sapiente progettualità, esce
dalla semplice rappresentazione grafica per diventare simbolo e
come tale è da interpretare, da confrontarsi. "Il mare, culla della vita", è uno dei suoi temi preferiti. Ed è proprio l´ acqua che richiama alla mente la materia primigenia da dove tutto ha preso il via, compresa la vita. E quando non è il mare sono gli elementi puri geometrici che riportano la fantasia di Damini lungo i canali della storia, al di là dei continenti, rialacciandosi così ad una cultura universale "primitiva". Quella cultura che aveva fatto della decorazione il proprio trampolino di viaggio per la fantasia e per altri mondi paralleli. Il segno geometrico, il cerchio, il rettangolo, il punto, la linea, sono elementi costruttivi di un ipotetico mondo siderale in cui l´uomo può trovare ancora la propria dimensione.
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| Il lavoro con il cuoio Egon Tscholl, |
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Damini crea le sue composizioni in forma libera tralasciando l´illusione della realtà. Associazioni emotive compongono la base per le concezioni figurative, le quali concepisce come schizzi su carta, poichè il cuoio non consente errori o correzioni. Nella creazione dell´ immagine si sviluppano le più diverse forme in logico nesso fra loro. Per esempio, il quadro intitolato "nascita della materia" dimostra una quantità di segni irregolari, i quali però, in un ordine quasi rituale, formano un intero così completo, come volessero dimostrare la totale armonia dell´atto di creazione. Cerchi, triangoli ed altre figure geometriche formano la composizione su uno sfondo immaginario. Vicino alle forme geometriche troviamo segni che derivano da un codice sistematico astratto. Tralasciando i particolari per vedere l´associazione di forme nella loro totalità, si ordina il tutto in un comlesso cosmico. In un preciso lavoro di dettaglio i motivi figurativi ed ornamentali vengono impressi mediante un punzone nella superficie della pelle. In seguito si impregna di colore, in modo tale, da far dimenticare il lavoro manuale e di perdersi nel motivo stesso. Anche insetti e fiori vengono tramutati, diventando nuove figure. L´iconografia molto fantasiosa fà pensare nella sua leggerezza ad uno stato di sogno o di trance.
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